E triste dimenticare come suona la voce di qualcuno.
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Conoscersi a fondo non usando scudi è come odiare il tuo corpo e farsi guardare nudi.
Luchè
Non ho mai saputo dirlo per bene ma ogni volta che io ti abbracciavo ritornavo bambina. Come quando da piccola avevo paura del buio e inventavo un mondo fatto di ciniglia e palloncini gialli, ecco: abbracciandoti io ritorno in quel mondo. E non sento più timori, non sento pregiudizi, i temporali non fanno più rumore. Non so come spiegartelo ma io davvero mi ricompongo quando tu ci sei, metti al suo posto ogni pezzo di me e mi smonto solo quando ti allontani. Che l’unica paura che rimane è di non essere abbastanza, di non rimanerti nelle ossa quando fuori fa freddo e i nostri corpi sono lontani. Proprio io che non ho mai avuto paura di niente, che non andavo mai fino in fondo, che una volta domato il cavallo poi lo abbandonavo sempre, che avevo la solita risposta pronta nella tasca e una furbizia disarmante. Proprio io che non sentivo il bisogno di niente, perdo ogni cosa quando tu non ci sei.
— septeline
